I tristi e noti fatti di cronaca di questi giorni, dai 9 sciatori che nell’arco alpino hanno perso la vita sotto a slavine e valanghe all’incidente di Micheal Shumacher, si ripropone ancora una volta alla ribalta il tema della sicurezza in montagna.

Le posizioni sono varie: da una parte c’è chi rivendica la libertà e le sensazioni che solo lo sci alpinismo e il fuoripista sanno dare, dall’altra c’è chi si domanda che bisogno ci sia di rischiare l’osso del collo quando i comprensori sciistici di tutto l’arco alpino offrono chilometri di piste e di impianti sicuramente più sicuri di un qualsiasi fuoripista e che il “brivido” offerto da pochi minuti di neve fresca, alla fine, non valga la candela.

Noi non ce la sentiamo di prendere posizione. Preferiamo rispettare le opinioni di tutti, ma ricordando che “la montagna si spulcia della presenza di noialtri intrusi, ospiti di passaggio della sua bellezza”. In qualunque modo si decida di percorrere i pendii e le pareti di una montagna, occorre prestare il doveroso rispetto e ossequio, essere ben consci che in quel momento siamo ospiti e come tale comportarci. Il materiale, innanzitutto: non si può pensare di avventurarci fuori dai percorsi battuti senza “gli strumenti del mestiere”, ovvero pala, sonda e ARTVA (obbligatorio averlo per legge). Consigliatissimo anche e soprattutto (obbigatorio per i bambini sotto i 14 anni) un buon casco (che sia certificato e a norma) e un para schiena. Finita qui? A nostro avviso no.

La prima e più importante protezione deve venire da noi stessi: siamo noi che dobbiamo essere consci dei nostri limiti e nella loro esplorazione capire quali comportamenti adottare. Un’escursione deve essere prima di tutto ben pianificata, studiando il terreno, il territorio, il meteo e il percorso, bisogna consultare i bollettini neve e sapere esattamente cosa fare in caso di imprevisti. La prima causa di incidenti in montagna è proprio l’avventatezza e la sottovalutazione dei rischi. Il nostro consiglio, per chi si vuole avventurare nello scialpinismo e in generale fuori dalle piste battute dei comprensori sciistici, è quello di rivolgersi alla scuola sci locale per richiedere una guida alpina che vi possa accompagnare lungo l’escursione. Di sicuro la conoscenza del territorio e la competenza fornita saranno un aiuto indispensabile che ripagheranno adeguatamente le poche decine di euro richieste.

 

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