I tour operator fanno un lavoro eccezionale nel proporre tour adatti a tutti e nel risolvere i piccoli e grandi problemi che di volta in volta possono emergere… ma dopo averli utilizzati, l’idea che ci si potrebbe fare è “che ci vuole? lo posso fare anche da solo!”; quanto è vera questa cosa? Quali sono i problemi di cui a prima vista non ci rendiamo conto?
Diciamo subito che la difficoltà principale è legata essenzialmente alla grandezza del vostro gruppo: più è grande, maggiori saranno le variabili da tenere in considerazione.
Abbiamo iniziato a pensare a questa vacanza in Aprile, quando tramite i soliti siti per monitorare il costo dei voli è saltato fuori un volo Pisa – Dublino particolarmente conveniente. L’Irlanda è una terra bellissima e il Connemara, la meta scelta per il nostro bike tour, ancora selvaggio in molti dei suoi punti. Avevamo voglia di una vacanza a contatto con la natura e così la grande domanda primaverile “cosa farai questa estate?” ha avuto pronta risposta.
Primo problema: le biciclette.
Problema che si risolve molto velocemente. Il Connemara è da diverso tempo meta di ciclisti più o meno amatoriali, curiosi di esplorare la Wild Atlantic Way, la “strada costiera più lunga del mondo”, 2500 km che collegano nord e sud Irlanda lungo la costa atlantica e quindi sono numerosi i servizi di affitto disponibili in loco. Noi ci siamo appoggiati a West Ireland Cycling (https://westirelandcycling.com/). Il negozio è situato a Galway e sono in grado di fornire un numero elevato di biciclette e compreso nel prezzo forniscono caschetto, kit di riparazione, lucchetto e soprattutto le borse laterali impermeabili, assolutamente indispensabili per un viaggio itinerante. Siccome è una delle eventualità emerse durante il nostro viaggio, tra i servizi a pagamento c’è anche la possibilità di riconsegna in un luogo differente da Galway. Questo dà quindi la possibilità di scegliere tra un giro ad anello, con partenza e arrivo a Galway e un tour con luoghi di partenza e arrivo differenti.
Oltre a queste due opzioni, ve ne è una terza, meno dispendiosa ed è quella scelta da noi: gli autobus di linea accettano biciclette a bordo inserite nel vano bagagli senza pagare un sovrapprezzo, ma con la possibilità da parte dell’autista di rifiutare l’imbarco per dare la precedenza ai bagagli degli altri passeggeri. Dovrete quindi sperare in un basso affollamento del pullman, visto l’ingombro non banale di una bicicletta. Questa è la prima grande criticità: pianificare un viaggio con questa incognita non è facile e il problema sarà tanto più grande tanto più alto sarà il numero di biciclette da imbarcare; fino a 4 comunque potete viaggiare tranquilli, soprattutto perché gli Irlandesi sono un popolo estremamente ospitale e sicuramente faranno il possibile per aiutarvi, inoltre gli autobus passano con una certa frequenza quindi potrete pensare anche a viaggiare su pullman differenti qualora non fosse possibile imbarcare tutto il gruppo.
Secondo problema: il tour.
Come detto la scelta è tra tour ad anello o viaggio a tappe con partenza e arrivo differenti. Le pendenze non sono vertiginose e le salite brevi e mai ripide, quindi la lunghezza delle tappe è legata alle vostre capacità di resistenza, ma non solo. Partendo intorno alle 9 e con svariate pause caffè/foto/spuntino, le tappe potrebbero avere lunghezza intorno ai 50 km, senza diventare mai troppo impegnative per i meno allenati del gruppo. Ovviamente se le vostre capacità ve lo permettono potrete scegliere lunghezze maggiori, ma il consiglio è quello di considerare sempre sia il peso del bagaglio che costantemente vi porterete attaccato al portapacchi, sia l’impegno prolungato su più giorni che potrebbe diventare stressante anche per chi usa la bicicletta con una certa regolarità. La lunghezza delle tappe in ogni caso non sarà legata soltanto alle vostre capacità da ciclista, ma anche al terzo problema che vedremo tra poco.
Terzo problema: le capacità ricettive.
Più è alto il numero del nostro gruppo, maggiore saranno le difficoltà nel trovare b&B nei quali dormire; il Connemara infatti, proprio per i suoi caratteristici paesaggi selvaggi e rurali, non ha città particolarmente sviluppate ad eccezione delle turistiche Galway, Clifden e Westport. Il resto sono paesi più o meno grandi nei quali gli ostelli e i B&B si contano sulle dita di una mano. La lunghezza delle tappe quindi dipenderà non solo dalle vostre capacità atletiche ma soprattutto dalla disponibilità alberghiera della meta da voi scelta per quel giorno; la soluzione adottata da noi è stata quella di darci una distanza di massima, per noi intorno ai 60 km, e poi tramite siti dedicati, come booking.com, airbnb.com, bandbireland.com, trovare dove dormire ad un prezzo equo il giorno prima per quello seguente, in modo tale da adattarci in base alle condizioni del momento. Il prezzo per una doppia con prima colazione si aggira tra i 60 e gli 80 euro a seconda del periodo e del luogo in cui vi troverete e ovviamente con gruppi grandi la pianificazione dovrà avvenire per tempo!
Quarto problema: mangiare
In realtà il problema sarà quello di non mangiare troppo! Con la scusa dello sforzo atletico quotidiano, i più golosi potrebbero diventare di colpo estremamente indulgenti circa le restrizioni alimentari, complice la generosità degli irlandesi. Non sarà raro infatti, anche nel più spartano b&B, ritrovarvi tavole imbandite a colazione di uova e bacon, toast, marmellate, salsicce, succhi di frutta, latte e cereali di ogni tipo. Una sovrabbondanza calorica che richiederebbe tappe alpine per essere smaltita. Per quanto riguarda invece pranzo e cena, ogni paese ha il suo pub che serve pasti a qualsiasi ora del giorno, quindi non sarà mai un problema anche nella più remota delle località; diverso è il discorso per gli spuntini, perché non è detto troviate bar o market ogni 10 km, quindi date sempre un occhio alla mappa prima di partire e magari portatevi dietro qualche biscotto da mangiare se le salsicce appena smaltite dovessero lasciare un vuoto incolmabile!
Quinto problema: il meteo.
Preparatevi ad un meteo estremamente variabile, in cui guardare le previsioni diventerà attività simpaticamente pleonastica. Le giornate senza pioggia sono rarissime e le condizioni cambieranno rapidamente, di ora in ora. Vi potrete svegliare in mezzo al più terribile dei temporali e dopo venti minuti alzare gli occhi al cielo senza vedere nemmeno una nuvola, così come battezzare la giornata come soleggiata e avere pioggia battente nelle successive due ore. Sarà indispensabile quindi avere sempre a portata di mano un’ottima giacca impermeabile da togliere appena smette di piovere. L’ideale sarebbe avere una giacca impermeabile sufficientemente traspirante, altrimenti vi ritroverete comunque bagnati per il sudore provocato dal combinazione letale sforzo atletico e mancata traspirazione. I pantaloni impermeabili saranno utili nelle giornate più piovose, ma contribuiranno ad aumentare la sudorazione e l’acqua colerà abbondante verso i vostri piedi, quindi il loro utilizzo dipenderà dalle vostre capacità di resistenza al freddo. Inutili le scarpe in Goretex o altri tessuti impermeabili: senza un paio di ghette che isolino la caviglia l’acqua colerà dall’alto inzuppandovi comunque i piedi e ci metteranno molto più tempo per asciugarsi completamente. Non dimenticatevi di qualche strato intermedio a manica lunga per ripararvi dal vento atlantico che può arrivare tranquillamente a 40 km/h!

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