A poche ore dall’appuntamento di Fully, La Sportiva dedica uno spettacolare video al recordman Urban Zemmer. Ecco le parole con cui l’azienda di Ziano di Fiemme ha voluto omaggiare il proprio campione: «Il Re del Verticale, sabato torna a Fully, in Svizzera, dove lo scorso anno ha siglato il record mondiale del chilometro verticale. Il nostro ‘working class hero’ si racconta in video. 29’42’’.
Cosa possiamo fare in meno di mezz’ora? È il tempo che impieghiamo in media per prepararci ad uscire al mattino, se siamo rapidi nel farlo. Il tempo di una colazione, o quello che trascorriamo in macchina per andare da casa in ufficio. Nel caso di Urban Zemmer invece, queste quattro cifre rappresentano il tempo necessario ad essere l’uomo più veloce del mondo nel chilometro verticale. Pazzesco, vero?
Quando si osservano certi numeri, è facile pensare che ‘non sia normale’ però ciò che ogni tanto ci si dimentica, è che questi campioni così apparentemente lontani da un punto di vista sportivo, siano persone normali, esattamente come noi. Urban Zemmer è nato il 4 luglio 1970 ai piedi dell’Alpe di Siusi e, nella vita, fa l’agricoltore e l’idraulico. Vive le sue giornate con un rigore d’altri tempi: si sveglia all’alba, passa in rassegna la stalla e dopo essersi accurato che tutto sia al suo posto, va a lavoro. Più o meno come fanno in molti di noi. Quando poi la sera torna a casa, ricontrolla la stalla, si cambia, esce di nuovo, e va a correre. Ciò che rende diverso Urban, è che esattamente un anno fa a Fully, Svizzera, è passato alla storia per essere stato l’unico uomo, ed il solo finora, in grado di scendere sotto il muro dei trenta minuti in una gara di Vertical Km. 1.000 metri di dislivello positivo distribuiti sulla minor distanza possibile e da percorrere – ovviamente – nel minor tempo possibile. Il tempo di una colazione, dicevamo.
Ciò che rende speciale Urban Zemmer è che questo record lo ha siglato non certo perché passi le proprie giornate ad allenarsi o perché sia un essere sovrannaturale a metà strada fra Ercole e Clark Kent. Lo ha fatto iniziando a correre dopo un incidente che gli aveva compromesso il ginocchio, e dal consiglio di un medico è subito diventata passione. Lo ha fatto allenandosi quando poteva, spinto da motivazioni assai lontane da quelle agonistiche. Lo ha fatto perché, come dice lui stesso: «Quando puoi uscire per andare a correre, significa che sei ancora vivo». Con questo video, La Sportiva punta i riflettori su quelli che sono i valori che portano un grande uomo a diventare un grande campione. Valori che, parallelamente, hanno portato la nostra azienda ad evolversi da piccolo calzaturificio locale ad azienda capace di esportare i propri prodotti in tutto il mondo».

 

Da skialper.it

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