Ok, agosto è iniziato e le vacanze sono prossime. Come già detto, il Trekking Point e l’allegra combriccola quest’anno volgerà l’attenzione dei suoi scarponi ai sassi, alle cenge e ai sentieri della Val di Fassa. Non mancheremo di aggiornarvi, fate lo stesso! Postate le vostre foto sulla nostra pagina facebook e fateci rosicare!

Comunque, ciò che ci aspetta è un giro itinerante da rifugio a rifugio, di 4 giorni, zaino in spalla, una media di 20-25 km al giorno, chilometro più, chilometro meno. L’idea è quella di partire da Pozza, costeggiare il Lago di Fedaia, girare verso il Pordoi, scendere a Canazei e ritornare al punto di partenza.

Quando si affronta un viaggio simile, il problema principale va da sé è il bagaglio, che non viene trasportato da animali o mezzi a motore ma dalle proprie spalle, quindi il primo scoglio è proprio quello della scelta dello zaino più adatto per le proprie esigenze. Ora, ne esistono praticamente di ogni taglia, da 5 a 100 litri di capacità, a seconda delle necessità; per l’acquisto vi possiamo consigliare una taglia media, tra i 30 e i 40 litri. Rimanendo dentro questi limiti, avrete per le mani uno zaino di medie dimensioni,

zaino

due differenti configurazioni di spallacci

più che sufficiente per escursioni domenicali anche invernali (in quanto sarà maggiore il numero di capi d’abbigliamento che vi dovrete portare dietro) fino a 3 o 4 giorni a seconda della stagione e delle esigenze. La cosa fondamentale, nella scelta dello zaino, è come calzano gli spallacci sulle vostre spalle. Se non dovessero aderire correttamente, e a tal proposito diversi produttori offrono spallacci regolabili in altezza, si creerebbero forze di attrito e pressione notevoli che a zaino vuoto e nella tranquillità del negozio non notereste, ma che poi a zaino carico dopo 9 ore di camminata potrebbero creare notevoli problemi. Nella foto qui accanto è possibile vedere due diversi zaini e come calzano sulla spalla. Quello a sinistra è troppo alto e aderisce poco alla naturale conformazione anatomica della persona che lo indossa, quello a destra è invece ben calzato, anche se andrebbe regolato meglio (lo spallaccio, come si può vedere, non aderisce per la totalità della larghezza ma tende a piegare verso l’interno).

Altra valutazione da fare, oltre al comfort, è l’uso che se ne vuole fare. Da qualche anno, proprio per venire in contro alle esigenze degli escursionisti che lamentavano una cattiva accessibilità agli scomparti interni, i produttori hanno iniziato a fare zaini a tubo, che permettono quindi l’accesso sia dall’alto che dal basso, sia con una cerniera longitudinale che permette di aprirlo come fosse un borsone. Qui intorno ci sono due zaini, uno Marmot e uno Ferrino, che chiariscono bene il concetto. La scelta qui dipende molto dalle esigenze e dai gusti del cliente. Non c’è un “meglio” o un “peggio” in senso stretto, c’è il meglio e il peggio a seconda del cliente. Nella scelta comunque immaginate cosa volete farci e le condizioni nelle quali vi potreste trovare: nel caso di alpinismo, uno zaino con accesso superiore può essere più comodo perché sarebbe più facile riporre le corde, mentre invece nel caso di un viaggio, uno zaino con zip longitudinale può essere più comodo per accedere rapidamente a ciò che stiamo cercando. Bisogna poi ricordarsi che in montagna il tempo cambia rapidamente, dovremo quindi preoccuparci di sapere se lo zaino che desideriamo comprare è impermeabile, se è invece idrorepellente o se ha a disposizione una pratica cover da estrarre al bisogno; molti produttori ricavano una piccola tasca inferiore da cui è possibile estrarre il guscio protettivo, ma non è presente in tutti gli zaini e anzi, in molti può essere venduta a parte; questo è sicuramente un elemento da valutare per una scelta ottimale.

A questo punto, si può introdurre un altro cardine di questo argomento, ovvero l’allestimento; non esiste la ricetta perfetta e ogni escursionista con un po’ di esperienza avrà il proprio metodo, studiato e perfezionato nel tempo, anche e soprattutto in relazione alle proprie necessità: ci sarà chi preferirà tenere a portata di mano la macchina fotografica e chi il guscio antipioggia.

In linea di massima però ci sono delle regole da seguire fondamentali:

1) Gli oggetti dal peso minore (sacco lenzuolo, guscio anti pioggia, o k-way ecc) andrebbero messi nella zona inferiore dello zaino, mentre gli oggetti più pesanti, come la tenda, gli utensili della cucina e via discorrendo, il più possibile aderenti al dorso. In questo modo si riduce il rischio di infortuni e i muscoli della schiena si stancano in maniera minore.

2) è importante regolare bene tutte le cinghie a nostra disposizione. Lo zaino non deve essere troppo alto (controllate l’attacco dello spallaccio sullo zaino, deve essere all’altezza della scapola orientativamente), né troppo basso, ed è importante durante la marcia chiudere tutte le cinghie a nostra disposizione, sia la cintura presente all’altezza della vita, così da scaricare meglio il peso dello zaino e tenerlo più aderente al corpo), sia il cinturino toracico che unisce in due spallacci.

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