Ebbene è giunto anche per noi il momento di partire.

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Quest’anno abbiamo deciso di visitare il Parco Nazionale dell’Engadina, il più antico parco nazionale d’Europa, tra i più severi esistenti: qui l’uomo è solo di passaggio, e come tale lascia la natura completamente incontaminata.

Il rigore con il quale il popolo svizzero preserva questo pezzo di paradiso è disarmante: durante le escursioni non si può uscire dal sentiero, se non lungo appositi spazi delimitati da paletti gialli, non si possono raccogliere fiori, né tantomeno tagliare i prati, o uccidere animali: la natura è unica protagonista.

Per una volta decidiamo di affidarci ad un gruppo organizzato, infatti partiamo con Roberta Ferraris, una esperta guida naturalistica che fa parte dello staff della Compagnia dei Cammini. Ci incontriamo domenica mattina a Zernez, e subito ci piace l’idea di essere viaggiatori tra viaggiatori, provenienti da città diverse di Italia, ma con la voglia di condividere assieme il cammino.

Bene, si inizia il trekking, lo zaino sulle spalle c’è: abbiamo incluso tutto l’occorrente per un viaggio itinerante da rifugio a rifugio, compreso un po’ di cibo che ci basterà per i vari pranzi durante la settimana: raggiungiamo circa una decina di kg.

 

1^ tappa : Zernez (1472mt) – Cluozza (1884mt)

8 km; 700 m+; 300m-

DSC_0125Cominciamo a scaldare i legamenti: oggi il cammino è tranquillo, si parte verso l’ora di pranzo. Percorriamo 8 km di bosco, nonostante l’altitudine fa caldino. Raggiungiamo la Chamanna Cluozza,un rifugio letteralmente sperduto nel nulla, piuttosto spartano dal momento che non vi sono docce e bagni e lavatoi si trovano fuori dall’edificio principale; le provviste vengono portate su a piedi, dai rifugiatori, che comunque non mancano di servirci una lauta cena.

Ci sistemiamo in una camerata da circa 20 persone e con l’emozione nel cuore ci stringiamo nel nostro sacco lenzuolo, carichi per la tappa di domani.

 

 

2^ tappa: Cluozza (1884mt) – Il Fuorn (1794mt)

16,40 km; 1157 m+; 1230 m-

Ci alziamo presto: colazione ore 6:30, fuori c’è un po’ di nebbia, l’aria è frizzante.Engadina

Riempiamo la borraccia con il tè caldo che ci offre il rifugio e siamo pronti per la traversata di oggi, decisamente più tosta rispetto a ieri: si parte subito con i primi 700 m di ascesa che, in circa un’ora, ci portano ai 2500 m del passo Murter, dal quale dominiamo un paesaggio tipicamente alpino, con il sole che ormai splende alto. Ci teniamo un po’ in quota fino a quando percorriamo una lunga discesa (e poi di nuovo salita) verso il Fuorn, un albergo mèta di passaggio di turisti, soprattutto in moto.

 

3^ tappa : Anello dal Fuorn

12,70 km; 857 m+; 674 m-

Oggi riposiamo un po’ le spalle, alleggeriamo gli zaini e via, alla scoperta dei sentieri nelle vicinanze del Fuorn. Esattamente partiamo da Buffalora, a pochi minuti dall’albergo. Incontriamo lungo il percorso una fattoria, dove possiamo degustare il latte munto la mattina e fare il pieno di acqua: è una giornata soleggiata, e la salita già incombe su di noi. Si sale fino a Munt la Shera: 2587 m di panorama strepitoso! DSC_0138Ammiriamo il lago di Livigno da un lato, dall’altro avvistiamo l’Ortles: il re delle Alpi orientali; ci prendiamo il tempo per respirare queste meraviglie e riposare un po’ le gambe. Faremo un’altra sosta ad Alp la Shera: un alpeggio che lungo il sentiero ci rifornisce ancora di acqua fresca e da cui avvistiamo i primi camosci. Siamo pronti per scendere di nuovo al Fuorn e fare una bella doccia calda.

 

4^ tappa : Il Fuorn (1794mt) – S-Charl (1810 mt)

19 km; 1148 m+; 1106 m-

DSC_0174Ci aspetta un’altra tappa impegnativa: carichiamo gli zaini, che ormai trovano alloggio perfetto sulle spalle, facciamo l’ultima meravigliosa colazione al Fuorn e via: cominciamo come ogni giorno una bella salita lungo un paesaggio tipicamente alpino. Mentre le marmotte avvertono il nostro arrivo, incontriamo vari pascoli di mucche. Saremo a S-Charl nel pomeriggio, un paesino di circa 3 case con un fascino che ci rapisce. Ci beviamo una birra alla nostra salute, felici di essere arrivati in questo luogo senza tempo.

 

5^ tappa: S-Charl (1810 mt) – Sesvenna (2256)

12 km; 1069 m+; 610 m-

Oggi facciamo tappa in territorio italiano: abbandoniamo S-Charl per salire di quota fino alla forcella Sesvenna, siamo in Val Slingia, proprio sotto il Piz Sesvenna, a 3205 m. Inutile dire che anche oggi la fatica è valsa ogni singola goccia di sudore: il panorama da quassù è una meraviglia. Tira un venticello freddo, l’aria si rarefà: dopotutto siamo a 3000 metri. Decidiamo quindi di svalicare prima di fermarci per il pranzo, che consumeremo sulle rive placide di un laghetto cristallino, derivante dallo scioglimento del ghiacciaio.DSC_0255

Raggiungiamo il rifugio Sesvenna: ci sistemiamo nella nostra camerata da 20 e si va a cena. Ci emozioniamo per un po’ di insalata, dopo questi giorni in cui frutta e verdura sono scarseggiati.

 

6^ tappa: Sesvenna (2256) – Sur En (1342)

13,40 km; 208m+; 1349m-

DSC_0308Se ogni giorno di questo viaggio ci è sembrato che i paesaggi diventassero più belli, quest’ultima tappa ci sbalordisce con le gole dell’ Uina: poco più di un km sospesi sopra lo scorrere rigoglioso di cascate provenienti dal ghiacciaio, queste gole sono un posto magico, e valgono davvero una visita. La vista è spettacolare, e il tragitto sempre assicurato da cavi o palizzate, può essere addirittura percorso in bici (con molta cautela!!).

Come ultima tappa si può solo dire che ci riempie gli occhi di romanticismo e un pochino di malinconia, visto che ci aspetta l’ultima notte svizzera. Lungo la discesa, ci fermiamo a rifocillarci ad un alpeggio: è molto raro trovare rifugi lungo i sentieri del parco nazionale, perciò ci sentiamo quasi in obbligo di assaporare la torta di noci (tipica di qui) accompagnata con succo di mela fresco.

Raggiungiamo Sur En, ci sistemiamo, alcuni di noi raggiungono Scuol in autobus, dove passeranno il resto del pomeriggio nelle terme della cittadina. Un finale perfetto, direi.

 

15 agosto

E’ giunto il momento dei saluti!IMG-20150815-WA0056

Consigliamo questo viaggio a tutti i trekker allenati, infatti l’ascesa totale nelle 6 tappe è stata 5139 m e la discesa 5269 m, inoltre ricordiamoci quei famosi 10 kg sulle spalle! Il posto vale la pena, e per quanto ci riguarda, il tempo ci ha graziati, regalandoci una bella abbronzatura da montanari. Ringraziamo i ragazzi del gruppo: Roberta, Elena, Fausta, Alberto, Michele, Massimo, Lorenzo, Carlo, Massimo, Demetrio, con i quali abbiamo condiviso questa splendida avventura in piena serenità e amicizia. Al prossimo cammino!

 

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